La sconfitta del PD di Renzi è clamorosa. Non ci sono attenuanti, non ci sono “si ma” che tengano. Renzi ha perso su tutta la linea e adesso nel PD si deve aprire una seria riflessione su quello che hanno detto gli italiani con queste amministrative, a partire prima di tutto dalla disaffezione al voto e alla politica.

Faccio mia una ottima ed equilibrata riflessione di Valentino Baldacci che ho trovato su Facebook e mi permetto per una volta di fare un copia-incolla perché è veramente superba:

1) Il voto è stato politico, non amministrativo. Una tale omogeneità nei risultati, da nord al centro al sud, si spiega solo con un indirizzo politico presente, in questo momento, in tutto il Paese.

2) L’ordine di importanza dei risultati è, a mio parere, il seguente: la bassissima partecipazione al voto; la sconfitta del PD; la vittoria del centro-destra.

3) Il voto (soprattutto l’altissima non partecipazione) offre l’immagine di un Paese in cui domina il senso di insicurezza e di precarietà, un Paese che in maggioranza non crede più che la politica possa risolvere i suoi problemi.

4) Il senso di insicurezza e di precarietà nasce da situazioni personali ma anche da quanto viene percepito in riferimento a situazioni diffuse. I giovani vivono la precarietà e l’incertezza per il loro futuro, i più anziani la vivono in riferimento al futuro dei figli ma la vivono anche, spesso, per la propria condizione personale.

5) Il diffuso senso di insicurezza nasce anche dalla situazione internazionale: la minaccia del terrorismo, il venir meno di un ordine mondiale consolidato vengono percepiti come una minaccia alla propria sicurezza personale, anche in un Paese come l’Italia che finora non ha subito attacchi terroristici rilevanti ma che vive come una minaccia l’immigrazione clandestina di massa. Mai come adesso i fattori di politica internazionale hanno influenzato il voto, perfino quello amministrativo.

6) Il PD non potrebbe fare scelta politica peggiore di quella suggerita da Orlando e da altri, cioè spostarsi a sinistra e cercare di ritrovare un’unità con tutte le forze che si trovano alla sua sinistra. Il PD è stato sconfitto per varie ragioni ma una molto rilevante è perché non viene percepito come un partito capace di dare risposte al bisogno di sicurezza di fronte alle minacce esterne, di non essere abbastanza deciso nel fronteggiare la minaccia terrorista, di essere debole o addirittura complice di fronte all’immigrazione clandestina di massa. Anche progetti di legge condivisibili come il c.d. ius soli per i bambini nati in Italia vengono percepiti in questo senso. E’ quanto avevo segnalato alcuni giorni fa a proposito della contraddizione tra i principi e la realtà. Il PD deve evitare di mettersi sulla stessa strada degli altri partiti di sinistra europei, che hanno reagito alla situazione di insicurezza presente in tutta Europa spostandosi su posizioni sempre più estremistiche.

7) Infine, la vittoria del centro-destra è la conseguenza dei fattori sopra indicati: quando prevale il senso di insicurezza e la sinistra non è capace di offrire risposte credibili lo spostamento a destra è qualcosa di inevitabile

Insomma, la politica di Renzi e del PD ha trascurato per troppo tempo non tanto o non solo i bisogni degli italiani ma la percezione che hanno gli italiani stessi di questo tipo di politica. L’unico miracolo che ha ottenuto è quello evidenziato al punto 7 della ottima e spietata analisi del Baldacci, la rinascita della destra e di Berlusconi. E’ quel «si stava meglio quando si stava peggio» che in tanti temevano.

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