Nel giorno in cui il Washington Post da il via alla campagna “Democracy needs great journalism” Donald Trump porta lo scontro con la stampa libera a livelli mai visti, inimmaginabili fino a pochi mesi fa negli Stati Uniti. Con l’esclusione della CNN, del New York Times, del Los Angeles Times e di Politico.com dalla conferenza stampa alla Casa Bianca Trump ha mostrato un volto di se che purtroppo corrisponde a quello che in tanti ci eravamo fatti su di lui.

Non basta certo qualche apertura verso Israele – per altro tutte ancora da dimostrare – e la manifesta volontà a combattere l’islam radicale per fare di Donal Trump un paladino dell’occidente e delle libertà. Anzi, da come si comporta con la stampa libera sembra un clone di Putin più che un paladino della democrazia e dei valori occidentali.

Quanto successo ieri contro la stampa americana è di una gravità inaudita perché quello adottato da Trump è il tipico comportamento dei regimi non delle democrazie. Non si può silenziare quella stampa che la pensa in maniera diversa da noi. E’ una cosa che fanno i regimi islamici, i regimi rosso-bruni, è una cosa che fa Putin (lui a dire il vero i giornalisti scomodi li ammazza) ma non è una cosa che può fare il Presidente degli Stati Uniti. Non c’è scusa che tenga.

E’ vero, alcuni di questi media sono palesemente schierati contro Trump e, se devo essere onesto, molte volte pure io ho la tentazione di “bombardarli” (specialmente il New York Times) ma una democrazia si valuta anche e soprattutto dalla diversità di opinioni. Silenziare l’opinione non allineata a quella del Governo è un metodo fascista. Qui c’è poco da discutere.

Non è un bel segnale quello lanciato ieri da Donald Trump, anzi, è veramente un pessimo segnale che dovrebbe far riflettere anche il Partito Repubblicano americano. Cercare in qualsiasi modo di mettere il bavaglio alla Stampa, anche quando si ritiene che pubblichi notizie false e tendenziose, è un metodo autoritario non consono un Paese democratico. Le notizie false e tendenziose si combattono con i fatti non con la museruola ai giornalisti. In Russia, in Iran, in Arabia Saudita e in molti Paesi arabi i giornalisti non allineati con le politiche di regime vengono incarcerati o spariscono nel nulla, manca solo che Trump proponga il carcere per i giornalisti e il cerchio sarà chiuso. Ci dobbiamo aspettare anche questo?

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