Trump è il frutto di una sinistra malata. Quando un po’ di autocritica?

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Donald Trump non è arrivato alla Casa Bianca per caso, c’è arrivato proponendo un programma politico ben definito e agli antipodi di quello proposto dalla sinistra globale fatto di globalizzazione portata all’estremo, di nazioni senza confini, di compiacente complicità con l’estremismo islamico e di valori completamente capovolti.

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Femministe per la sharia, pacifisti per la jihad, sindacalisti per la schiavitù, democratici per la tirannia, intellettuali per l’autocensura. La sedicente sinistra occidentale ha perduto ogni contatto con la realtà, ha troncato ogni residuo legame con le proprie radici. Le rimane da concludere un solo compito, che sia utile all’emancipazione dei popoli e contemporaneamente rimanga alla portata delle proprie capacità: farsi perdonare, scomparendo.

Ecco, questa è la rappresentazione precisa di questa sinistra che in pochi anni ha letteralmente sconvolto gli equilibri mondiali nel nome di una globalizzazione portata all’estremo che il mondo non è pronto a recepire.

Non solo, la gente si è resa conto di quanta ipocrisia ci sia nella politica della sinistra, non solo quella americana o italiana. Vedere le cosiddette “femministe” manifestare contro Donald Trump per alcune frasi sessite quando le stesse “femministe” non hanno fatto un fiato per le donne Yazide rapite, stuprate in massa e rese schiave dallo Stato Islamico, per i Diritti delle donne quotidianamente sviliti se non demoliti nel mondo musulmano, per le ragazze rapite in Nigeria o per altri decine e decine di casi in tutto il mondo, non lascia solo l’amaro in bocca, ci fa capire che la “sinistra da salotto” è quanto di più ipocrita ci possa essere al mondo.

Perché attaccare il protezionismo di Donald Trump quando si è visto che la globalizzazione portata alle estreme conseguenze impoverisce i popoli? Perché tacciare di fascismo il Presidente americano che vuole regolamentare l’immigrazione e riprendere il controllo dei confini quando si è visto – soprattutto in Europa – che l’immigrazione senza alcun controllo non è sopportabile dalle moderne democrazie?

L’esplosione di populismo e il ritorno delle destre estreme sulla scena politica non sono fatti causali o temporanei e ce ne renderemo conto ben presto anche in Italia quando finalmente torneremo a votare, ma sono il frutto di una politica di sinistra del tutto folle e senza senso. Non è peccato essere un po’ più nazionalisti come non è un reato chiedere il controllo delle frontiere e una immigrazione controllata. Non è fascismo o autoritarismo, è semplice buon senso che a quanto pare sembra essere sparito a sinistra.

Se gli americani hanno votato per Donald Trump, se in Italia nonostante i fallimenti il M5S continua a crescere nei consensi non è perché gli americani o gli italiani sono tutti imbecilli, fascisti o populisti come la sinistra vuol far intendere, ma è perché la gente è stanca di questa politica senza senso e pur di manifestarlo vota anche Grillo o Donald Trump. Un po’ di sana autocritica non farebbe male.