Se già era un insulto ai valori della Chiesa Cattolica la decisione di Papa Bergoglio di aprire una l’ambasciata palestinese in Vaticano, l’accordo raggiunto a Mosca tra i gruppi terroristici palestinesi per la formazione di un Governo di Unità nazionale, nei fatti trasforma quella già grave decisione in un tacito consenso del Vaticano al terrorismo islamico di matrice palestinista.

A Mosca non si sono visti solo i rappresentanti di Fatah e Hamas come molto superficialmente è stato riportato dai media, ma c’erano anche i rappresentanti della Jihad Islamica legata all’Iran e quelli degli altri gruppi palestinesi a vario titolo legati ad Al Qaeda e allo Stato Islamico. Saranno loro che andranno a formare quel Governo di Unità Nazionale di cui l’ambasciata in Vaticano ne sarà il rappresentante presso la Santa Sede.

La domanda da porsi ora è: Papa Bergoglio lo sapeva? Sapeva della imminente riunione a Mosca e che la pseudo ambasciata dello Stato che non c’è avrebbe rappresentato il peggio del terrorismo islamico? Impossibile credere che non lo sapesse e che non abbia benedetto la cosiddetta “riconciliazione” tra i vari gruppi terroristici palestinesi, impossibile che Abu Mazen non gli abbia detto della imminente riunione terroristica a Mosca. Sarebbe stato un grave insulto alla Santa Sede e conoscendo la furbizia del presidente palestinese è una ipotesi impensabile.

Quindi Papa Bergoglio sapeva, sapeva che la pseudo ambasciata dello Stato che non c’è avrebbe rappresentato Hamas, la Jihad Islamica, gli interessi dell’Iran e del Qatar, ma soprattutto quelli della Fratellanza Musulmana. Sapeva che quella sede diplomatica inventata dal nulla, come lo Stato che dovrebbe rappresentare, avrebbe tutelato gli interessi dei peggiori e più pericolosi gruppi terroristici islamici. Eppure non ha fatto una piega, non ha detto nulla, ha baciato il Satana musulmano (già angelo della pace) e lo ha benedetto, lo ha legittimato. E tutto questo ben sapendo come vivono i cristiani nei territori arabi cosiddetti “palestinesi”, almeno quei pochissimi che sono rimasti perché non sono riusciti a fuggire in Israele. Con tutto il rispetto, ma Papa Bergoglio non dovrebbe essere il rappresentante del cristianesimo?

1 Comment

  1. Giuseppe

    Sembrano due vecchi amici… come se si sarebbero conosciuti da sempre.
    Sembrano come il gatto e la volpe che si sono accordati su qualcosa di “ghiotto” a danno di “qualcuno”.
    La storia si ripete: è scritto nei Vangeli che nell’occasione di togliersi di mezzo Gesù Cristo, il Figlio di Dio, le due volpi, Pilato ed Erode si sono accordati e sono diventati amici.
    Pilato rappresentava l’Impero romano e Erode era il piccolo regnante locale.
    Così è ora, la simbologia calza a pennello: Israele è figlio di Dio e altri due si sono accordati, il rappresentante romano e il piccolo regnante locale.
    Se la storia si ripete, il finale sarà lo stesso…