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Più l’Italia va in rovina e più Grillo ci guadagna. Questa è la vera unica linea politica del M5S, lo è sempre stata e rimane ancora l’unico modo con il quale Grillo può prendere il potere. Un Paese in macerie per imporsi come salvatore della patria, esattamente com’è avvenuto a Roma, probabilmente con gli stessi risultati che abbiamo visto nella capitale.

Quelli del NO sono incredibili. Hanno votato NO perché non cambiasse nulla e adesso si lamentano perché nulla è cambiato. Non so cosa si aspettassero dal loro NO o cosa credessero di votare quando hanno messo quella crocetta su quella negazione, ma il voto era per decidere se cambiare o meno la politica italiana e non sul Governo o su Renzi, che per altro come promesso si è dimesso, questa si una novità nella politica italiana.

Caro Di Battista, con tutto il rispetto per la nobilissima causa del voler portare in Parlamento il cittadino comune perpetrata dal M5S attraverso il web – per altro con un sistema non open source molto dubbio, ma ne riparleremo – stupisce scoprire che uno dei maggiori rappresentanti del M5S che afferma continuamente di voler difendere la Costituzione in effetti non la conosca minimamente e se ne vada in giro ad affermare di volere un referendum sull’Euro.

 

Vedere D’Alema che festeggia insieme a Speranza la vittoria del NO al referendum non deve essere stato piacevole per gli attivisti del Partito Democratico. Rendersi conto che lo stesso D’Alema ha orchestrato e sta tutt’ora orchestrando un attacco al PD volto a far fuori l’unico uomo a sinistra in grado di prendere da solo oltre il 40% delle preferenze degli italiani, deve essere ancora più distruttivo.

 

Giusto per essere chiari, non impazziamo per Renzi, non ci piacciono molte cose del Premier a partire da certe sue ambiguità su Israele che a parole non ci dovrebbero essere quando poi in realtà sono invece un dato di fatto, per finire alla gestione della vicenda immigrati. Ma non si vota per Renzi o contro Renzi, si vota per un referendum che vuole cambiare la Costituzione in modo da permettere all’Italia di uscire dalle sabbie mobili in cui si trova da decenni. Per questo e non per altro siamo schierati per il SI.