Referendum: la nuova Costituzione spiegata da un serial killer ai grillini

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Ieri Beppe Grillo, come sempre in carenza di argomenti, ha etichettato chi vota SI al referendum costituzionale come un serial killer. Allora da buona serial killer vorrei prima di tutto chiedere ai grillini se le modifiche alla Costituzione le hanno lette oppure ascoltano solo la voce di Topolinia così ben espressa dal blog di Grillo, se cioè ragionano con la loro testa oppure ascoltano solo la voce del pregiudicato.

Prima di tutto le modifiche alla Costituzione apportate dalla proposta Boschi. Le potete leggere integralmente a questa pagina. Lo so, leggere senza guardare le figure è faticoso, ma uno sforzo per una questione così importante credo che sia quantomeno indispensabile se si vuole trattare l’argomento con un minimo di cognizione di causa. Leggendo la riforma (ma leggetela da soli o fatevi aiutare da un insegnante di sostegno) potrete subito notare che tutte le cavolate dette dai grillini evaporano sotto il peso dello scritto (“carta canta” non è solo un detto).

Partiamo dalle cose più semplici. L’abolizione delle provincie. Ebbene cari grillini, lo so che siete di memoria corta ma l’abolizione delle provincie era al primo punto del vostro programma elettorale. Come mai adesso non va più bene? E per favore rispondete senza arrampicarvi sugli specchi magari sostenendo che la “vostra” abolizione delle provincie era diversa da quella del disegno di legge Boschi o che, addirittura, non verranno abolite ma che è tutta una farsa. L’abolizione delle provincie è nella nuova Costituzione così come richiesto proprio da voi stessi.

E veniamo a uno dei punti più controversi, quello che secondo i grillini (ma anche secondo più o meno tutto il fronte del NO) i senatori del nuovo senato non vengano eletti dagli elettori ma vengono nominati. E anche qui basterebbe leggere il testo della riforma per capire che non è vero. L’Art. 2 si occupa infatti delle modalità di elezione dei senatori e prevede che saranno i cittadini al momento di eleggere i consigli regionali a indicare quali consiglieri saranno anche senatori. Qualcuno obietterà che non c’è nessuna legge a tal riguardo, il che è vero vista l’impossibilità di promulgare una legge basata su una Costituzione non ancora in vigore, ma è tutto li, scritto nero su bianco. In compenso sparisce la cosiddetta “navetta parlamentare” cioè tutto il sistema si semplifica e si velocizza che è esattamente quello che chiedevano proprio i vertici grillini oltre naturalmente a un taglio delle spese di gestione dello Stato. Sparisce anche la controversa figura del senatore a vita, anche questa una pressante richiesta dei grillini.

Con la nuova Costituzione si rimette mano anche al Titolo V, cioè a quell’articolo che disciplina i rapporti tra Stato e Regioni. In sostanza, se venisse approvata, la nuova Costituzione prevede che alcune competenza attualmente in mano alle regioni, come l’energia, le infrastrutture vitali e di interesse nazionale, la protezione civile ecc. ecc. tornino di competenza dello Stato. La modifica del Titolo V prevede anche che la Camera potrà approvare leggi che competono alle Regioni a condizione che dette leggi riguardino la tutela dell’unità giuridica o economica della Repubblica. In sostanza alle Regioni e ai consigli regionali, così vilipesi dai grillini, vengono tolte fondamentali competenze con elevati rischi di spreco (e di corruzione) che tornano allo Stato. Perché i grillini non lo vogliono?

Anche sui referendum se ne sono sentite di tutti i colori. Rimane la soglia delle 500.000 firme per proporre un referendum ma se i promotori riescono a raggiungere più di 800.000 firme si abbassa il quorum che non è più calcolato in base agli aventi Diritto ma in base al numero dei votanti dell’ultima tornata elettorale. Vengono poi introdotti i referendum propositivi (come chiedevano proprio i grillini) che fino ad ora non erano contemplati.

Infine con la nuova Costituzione vengono modificate le regole delle leggi di iniziativa popolare. E’ vero che il numero delle firme necessarie a presentare un DDL di iniziativa popolare salgono da 50.000 a 150.000 (il che rende più “pesante” l’iniziativa) ma è anche vero che dette leggi di iniziativa popolare non potranno più rimanere lettera morta persa tra i meandri della navetta parlamentare ma la Camera dovrà discuterle entro tempi certi, una clausola che oggi non esiste.

Ora, questo è quello che c’è scritto nella nuova Costituzione. Non c’è nulla di interpretabile, non cambiano i poteri del Premier e le garanzie restano intatte. Più semplicemente si velocizza l’iter politico, si tagliano i costi della politica (lo so, ancora troppo poco), si aboliscono enti inutili come il CNEL e figure controverse come i senatori a vita. Lo Stato riprende in mano elementi fondamentali che adesso sono in mano alle Regioni (con sprechi annessi e connessi) e si aboliscono del tutto le provincie. E allora, perché mai Grillo blatera tanto di serial killer quando quasi ogni punto di questa nuova Costituzione va incontro alle richieste grilline? Non sarà che veramente non l’ha letta?

Scritto da Bianca B.