Referendum: la gaffe di Renzi con gli italiani residenti in Israele

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Ci può stare che un partito politico invii lettere elettorali agli italiani all’estero (non c’è nulla di illegale in tutto questo, come invece dicono alcuni), ci può stare anche qualche errore nella battitura dell’indirizzo (più che altro dovuti a errori del COMITES – [edit] non è il COMITES ma l’AIRE come ci fa notare il presidente del Comites di Tel Aviv nei commenti all’articolo), ma che si invii una lettera indirizzata agli italiani residenti a Gerusalemme, cioè nella capitale di Israele, scrivendo nell’indirizzo Gerusalemme, Palestina, proprio no.

E’ la gaffe fatta da Matteo Renzi che probabilmente gli costerà molti dei voti degli italiani residenti in Israele, non proprio propensi a immaginarsi come residenti nell’isola che non c’è, la Palestina.

Quello che rimane da appurare è se Renzi creda veramente che Gerusalemme è in Palestina oppure è stato un semplice errore di battitura.

Nota a margine per i debunker che subito si affretteranno a spiegarci come per il MAE e per tutti gli uffici statali Gerusalemme sia in Palestina e non in Israele e che quindi Renzi non ha fatto altro che seguire il “filone diplomatico”. Beh, ne siamo perfettamente consci, ciò non toglie che se voleva un SI dagli italiani residenti in Israele con questa mossa con ogni probabilità se lo è giocato.

6 COMMENTS

  1. Il Comites non gestisce le liste elettorali che sono invece competenza del ministero degli interni, inclusi gli indirizzi dell anagrafe degli italiani residenti all estero (aire)

    Raphael Barki
    Presidente, Comites Tel Aviv

  2. La lettera del Comitato del Si’ al referendum sta suscitando polemiche tra gli italiani residenti a Gerusalemme: sulla busta, oltre il nome e l’indirizzo, c’e’ infatti riportato ‘Palestina’ per indicare la nazione. Un errore che un portavoce del Comitato, interpellato al riguardo, riconduce all’Aire, l’anagrafe degli italiani all’estero. Secondo l’indirizzario di questa anagrafe, infatti, Gerusalemme si troverebbe ancora nella Palestina del mandato britannico. Il comitato del Si’ e’ anche pronto a inviare nuovamente le lettere con l’indirizzo giusto. “Sono rimasto basito quando l’ho vista”, ha detto Jacopo Mascetti, libero docente di letteratura all’Universita’ di Bar Ilan, da 20 anni in Israele, che vive nella parte ovest della citta’. Mascetti, che ha scritto al presidente del Consiglio Matteo Renzi ritenendolo “responsabile del fatto in quanto firmatario della lettera”, osserva: “Gerusalemme puo’ esser riconosciuta o no come capitale dall’Italia, ma e’ fuori da qualsiasi dubbio il fatto che questo sia lo Stato d’Israele dal 1948 e che non sono, quindi, ammessi errori di denominazione”. Mascetti ha quindi chiesto la correzione dell’indirizzo da ‘Palestina’ a ‘Israele’. “Non ricevendo un’altra lettera – ha aggiunto – non esercitero’ il mio diritto di voto”. Come Mascetti, altri italiani della citta’ hanno ricevuto la stessa lettera con la denominazione ‘Palestina’. Il Comitato, nello spiegare i motivi dell’accaduto, ha confermato che qualora le condizioni rendessero necessario un nuovo invio delle lettere con l’indirizzo corretto, questo sara’ effettuato nella maniera piu’ rapida possibile. (ANSA).

    • E troppo tardi ma questo errore gli costerà molto caro non riconoscere lo stato di Israele non è una cosa da poco ciao Matteo torna da dove sei venuto

  3. Per giusta correttezza pubblichiamo il comunicato di Riccardo Pacifici diffuso tramite Facebook:
    DICHIARAZIONE DI RICCARDO PACIFICI: ” Cari amici, allego in calce a questo post il comunicato stampa del Comitato per il SI, che chiariscono la loro totale estraneità alla disgustosa vicenda della dicitura “Palestina” per i residenti a Gerusalemme che hanno ricevuto la propaganda per il Si.
    Da persona vicina al primo ministro Renzi mi è stato chiesto di far pervenire il suo rammarico ed estraneità personale alla vicenda e di diffonderlo fra le mie amicizie anche nei Social Network.
    Tutti voi mi conoscete per non avere mai avuto peli sulla lingua e ancor di più adesso che sono svincolato da “doveri Istituzionali” e di rappresentanza. Per questo sento che vi sia”puzza di bruciato” in tutta questa vicenda. In cui, come ho già espresso diverse settimane fa, quando vedo un signore di nome Massimo D’Alema intervenire per il NO al Referendum, allineandosi al coro più che legittimo dell’opposizione all’attuale Esecutivo, con Grillo ed i 5 Stelle, con Matteo Salvini e buona parte della Destra, con Forza Italia, ma cosa più inquietante con Casa Pound, allora mi debbo e ci dobbiamo convincere che il voto giusto sia il SI.
    Sento “Puzza di bruciato” perché il file del Consolato italiano a Gerusalemme (che non ha fornito gli indirizzari) vi è la giusta dicitura, ovvero Gerusalemme – Israele.
    Non vi è dubbio quindi che in ambienti vicini al nostro Esecutivo vi siano persone che, contrarie al Referendum e quindi per il NO, hanno tutti gli interessi a far montare la polemica e malcontento.
    Io sono preoccupato prima da italiano e poi da ebreo, che un dopo Renzi, Non sarà di certo né Salvini, né Berlusconi e neanche D’Alema. Ma sarà solo colui che nel percepito comune sarà considerato il vittorioso del NO. Ovvero Beppe Grillo.
    Se andrà lui al Governo, che poi nessuno si lamenti perché lo avrà fatto con le armi della Democrazia. Ma per la causa d’Israele sarà un dramma.
    Un vecchio motto del Movimento Culturale Studenti Ebrei, che ha fatto per una vita da guida alle mie scelte politiche, recitava: perché voglio agire per mia scelta e convinzione e non per concessione altrui”.
    Non facciamoci fregare da queste trappole.
    Posso solo aggiungere, e non lo dico a caso, che il neo ambasciatore dello Stato d’Israele Ofer Sacks sarà a cena a casa mia insieme al nostro ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, a testimonianza delle buone relazioni e amicizia fra Italia e Israele.
    Posso aggiungere senza alcuna esitazione, che sia Matteo Renzi che lo stesso Paolo Gentiloni hanno nel loro DNA a cuore Israele e mai sono stati ostili. Anzi. Ed in tempi non sospetti. Ma la politica poi ha sempre diverse aree grigie. Evitiamo, (ed è un rimprovero che faccio anche me stesso) di agire e reagire di pancia ed usiamo la testa ed il cuore. Se saremo capaci di farlo, saremo in grado di dire cose utili alla nostra causa e alla nostra sopravvivenza. I tempi che ci aspettano saranno complicati e difficili.

    ECCO IL COMUNICATO RIPARATORIO DEL COMITATO PER IL SI:
    REFERENDUM: COMITATO SI’, ESTRANEI A ERRORE ‘MATERIALE’ SU LETTERA ISRAELE =
    Roma, 14 feb (Adnkronos) – Un “errore materiale”, riconducibile
    direttamente agli elenchi degli italiani all’estero, cui il Comitato è
    “assolutamente estraneo”. Lo chiarisce lo stesso Comitato per il sì al
    referendum, attraverso un suo portavoce, a proposito della lettera inviata agli italiani in Israele con l’intestazione”Gerusalemme,
    Palestina”. “Al più presto la lettera sarà rispedita con
    l’intestazione corretta”, sottolineano ancora dal Comitato per il sì.
    Riccardo Pacifici

  4. Forse ci conviene inviare lettere al Gran Ducato di Toscana, o al Regno di Sardegna, o a Roma-Stato del Vaticano, o al Regno delle Due Sicilie ecc.ecc.

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