E’ una politica che sta consegnando il Paese chiavi in mano a Grillo. La Direzione politica del PD a cui abbiamo assistito ieri è stata uno “splendido” esercizio di politica da primissima Repubblica dove tutti sono in cerca di una poltrona e dove i problemi del Paese passano in secondo piano rispetto agli interessi dei singoli politici.

Non se ne può più dei D’Alema, dei Bersani e dei loro fantocci, tutti concentrati a prendere posizione per garantirsi un poltrona. Con una destra a pezzi e un M5S dilaniato dalla sua incapacità a governare e dalle faide interne l’unico partito rimasto una vera “forza politica” era il PD, almeno fino a ieri, perché ormai è chiaro che a prescindere da come andrà a finire l’annunciato Congresso la scissione all’interno del PD ci sarà. Cosa pensano poi di ottenere gli “scissionisti” oltre a una poltrona è davvero difficile da capire. E non credo che gli elettori del PD la possano capire questa scelta che toglierà a Renzi solo qualche decimale di consenso ma che sarà fondamentale per far vincere il M5S di Grillo.

E c’è da dire che agli scissionisti gli è andata pure male perché loro puntavano ad allungare all’infinito i tempi del Congresso in modo da impantanare l’azione di Renzi che, può piacere o meno, ha almeno un programma politico da dare al paese.

E non è che la destra stia messa tanto meglio. Salvini e Berlusconi sono alle strette con il primo che ha una politica chiaramente lepenista e il secondo che spera di poter tornare in politica ma che non è molto convinto dalla linea anti-europea del leghista, anche perché per chiamarla “linea politica” ci vuole un bel coraggio. Forza Italia è rimasta a Brunetta (che fine ha fatto la bravissima Mara Carfagna?) e naviga a vista, senza alcuna proposta politica degna di questo nome. Fratelli d’Italia non è di peso, fatica ad arrivare al 4%. La Lega dal canto suo cresce a rimorchio delle politiche cosiddette anti-establishment e della effettivamente disastrosa “politica dell’accoglienza” ma se si va a stringere, oltre gli slogan e alle felpe di Salvini c’è solo il nulla. Quanto potrà andare avanti così?

In tutta questa confusione l’unico che si trova veramente a proprio agio è proprio Grillo. Il comico pregiudicato non è diverso dagli altri ma è riuscito a convincere una buona parte di giovani di essere l’unica alternativa valida a questa politica che pensa solo a se stessa. Come Salvini non ha nessun programma politico e parla solo per slogan (ma gli mancano le felpe). A Roma sta dimostrando di non essere in grado di governare e qualsiasi elettore con un minimo di senno non gli darebbe mai il voto, ma rimane ben alto nei sondaggi perché dall’altra parte c’è solo il nulla e se non votano per Grillo preferiscono non votare per nessuno.

Vi rendete conto in che situazione politica ci troviamo? E non è certo colpa dell’Euro o dell’Europa se la politica in Italia è quello schifo che vediamo. In questo contesto dovremmo andare a votare e non è quindi una sorpresa il fatto che, secondo un sondaggio, il 70% degli italiani è contraria al voto subito. Non sanno per chi votare.

Vogliamo veramente consegnare il Paese a Grillo e alle sue orde di mistificatori? Vogliamo che una SRL comandi il Paese? Direi di no e se veramente non lo vogliamo è bene che sia la destra che la sinistra comincino a fare politica, quella vera, quella per il Paese, non quella distruttiva dei vari D’Alema, Salvini e compagnia bella.

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