Francamente mi è incomprensibile il motivo per cui in tanti tra i miei amici e conoscenti amino Putin. Arrivano addirittura a considerarlo come un “salvatore del Mondo” dal pericolo islamico. OK, allora facciamo un paio di ragionamenti su Putin

Primo luogo comune: Putin è nemico dei terroristi islamici. Davvero è così? Allora perché si è rifiutato di inserire Hamas ed Hezbollah nella lista nera dei gruppi terroristici? Perché le sue truppe in Siria operano fianco a fianco di Hezbollah? Hamas ed Hezbollah sono due gruppi terroristi islamici eppure il “difensore del mondo dal pericolo islamico” li difende e li arma. Qualcosa non torna.

Secondo luogo comune: Putin difende l’occidente dall’Invasione islamica. Ma davvero? E allora come mai arma e sostiene il regime iraniano che come primo obiettivo ha la diffusione globale della Rivoluzione islamica? E’ uno strano paradosso.

Terzo luogo comune: Putin combatte ISIS. Forse qualche volta è vero, in realtà Putin difende Assad e quello che rappresenta il dittatore siriano per lui. Raramente combatte ISIS mentre sembra più concentrato a combattere i gruppi legati ad Al Qaeda. Chi combatte veramente ISIS sono i curdi, che Putin non solo non supporta, ma che nel medio periodo potrebbero rompergli le uova nel paniere. Oltre a questo, nella supposta guerra all’ISIS Putin è alleato di Hezbollah e dell’Iran che non sono diversi da ISIS o da Al Qaeda.

Quarto luogo comune: Putin è amico di Israele. Ma davvero? Oltre a rimandare ai punti uno e due inviterei un attimo a vedere l’atteggiamento della Russia nei confronti di Israele all’ONU. Putin ha fatto votare tutte (ma proprio tutte) le risoluzioni di condanna contro Israele. Non si è salvato nemmeno nella clamorosa risoluzione dell’UNESCO riguardante il Monte del Tempio. Non so davvero quanto Israele abbia bisogno di amici come Putin.

E degli oppositori di Putin in patria ne vogliamo parlare? Tra quelli trattati a polonio, quelli incarcerati e i giornalisti ammazzati in circostanze misteriose ci sarebbe da scriverci una enciclopedia. Ma per alcuni è tutto normale. Putin è democratico e basta, magari un po’ “severo” con le opposizioni, un pochino propenso a far sparire gli oppositori e a regalarsi per il compleanno omicidi mirati di giornalisti scomodi, ma per questi signori la democrazia ha un prezzo e quindi va tutto bene.

Ogni volta che sento accostare il nome dello zar russo alla parola democrazia o alla lotta all’estremismo islamico mi si intrecciano le budella. Putin non ha nulla a che fare né con la democrazia né con la guerra al terrorismo islamico. Putin fa unicamente i suoi interessi che a volte coincidono casualmente con la distruzione di qualche cellula terroristica ma che nella maggior parte dei casi non coincidono con nessuno dei principi democratici dei quali dovrebbe essere alfiere. Non è un nemico dell’Islam come non è amico di Israele. Questo è un fatto, poi ognuno e libero di pensarla come vuole.

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