Posso capire chi vota il M5S per protesta, lo capisco veramente visto come si è comportato il sistema politico italiano negli ultimi anni, capisco molto di meno chi ancora crede a Grillo e alle sue tante sparate su “democrazia”, “onestà” e “democrazia dal basso”.

A proposito di democrazia ieri il comico pregiudicato ha dato l’ultima mazzata a quella – mai esistita – interna al M5S. Ha infatti distrutto uno dei capisaldi del M5S, quel famosissimo “comunicato politico numero quarantacinque” che recitava: «ogni eletto risponderà al Programma del M5S e alla propria coscienza, non a organi direttivi di qualunque tipo». Con il suo post ordina di fatto ai deputati del M5S di non rilasciare più alcuna dichiarazione o di pubblicare pensieri sui social che non siano stati preventivamente autorizzati dalla “staff della comunicazione” del M5S, insomma da Grillo e Casaleggio. Una specie di Ministero della Verità di Hitleriana memoria che passa sotto la mannaia censoria dei due padroni del movimento grillino.

Quindi da ieri gli eletti del M5S dovranno rispondere a organi direttivi e non potranno esprimersi liberamente senza preventiva autorizzazione.

Intendiamoci, questo all’interno del M5S è sempre successo. Chiunque abbia dissentito con i vertici del partito è stato brutalmente buttato fuori, però fino ad oggi ogni volta che facevi notare a un grillino la scarsa (inesistente) democrazia interna al M5S questi per smentirti tirava sempre fuori il famigerato “comunicato politico numero quarantacinque” per dimostrare che nel Movimento tutto è scritto nero su bianco. E magari ci credeva pure. Beh, anche ora è tutto scritto nero su bianco.

Quindi lo ripeto, capisco chi ha votato il M5S per protestare contro una politica effettivamente incapace di risolvere i problemi del passato, non capisco chi lo ha votato, lo vota e lo voterà credendo a Grillo e alla Casaleggio Associati. Questi sono pericolosi, sono veramente pericolosi, tutt’altro che democratici, trasparenti e onesti. Hanno improntato tutte le loro campagne e le loro politiche (se così le vogliamo chiamare) sui principi di Goebbels salvo poi smentire se stessi continuamente e senza pudore, senza che nessuno dei grillini li mettesse di fronte alle loro rocambolesche capriole.

Antonio Gramsci nel 1921 scriveva:

Il fascismo si è presentato come l’antipartito, ha aperto le porte a tutti i candidati, ha dato modo a una moltitudine incomposta di coprire con una vernice di idealità politiche vaghe e nebulose lo straripare selvaggio delle passioni, degli odii, dei desideri. Il fascismo è divenuto così un fatto di costume, si è identificato con la psicologia antisociale di alcuni strati del popolo italiano, non modificati ancora da una tradizione nuova, dalla scuola, dalla convivenza in uno Stato bene ordinato e amministrato

Possibile che noi italiani non impariamo mai dai nostri errori del passato?

Comments are closed.