Questa mattina Paolo Mastrolilli su La Stampa pubblica un inquietante articolo nel quale si afferma che gli Stati Uniti avrebbero avvisato l’Italia in merito a “legami” tra il Movimento 5 Stelle e Putin e di un “interessamento” russo alle elezioni italiane.

«Fate attenzione ai legami fra governo russo e M5S». È il messaggio circolato nei mesi scorsi nell’amministrazione Usa, con lo scopo di mettere poi Roma al corrente di un fenomeno più vasto: l’esteso impegno di Mosca a sostenere forze politiche intenzionate a sfidare gli establishment nazionali.

Esordisce così l’inviato de La Stampa a Washington e già solo da questo incipit si capisce che la cosa è dannatamente seria. Mastrolilli cita “fonti governative americane” come fonte delle sue affermazioni e avverte che la cosa è parte di un programma più vasto e complesso ordito dalla Russia al fine di «indebolire nel lungo periodo tanto l’Unione Europea, quanto la Nato». Poi specifica che «finora il potenziale punto di contatto è stato individuato da Washington soprattutto nei rapporti che Mosca sta costruendo con il Movimento 5 Stelle e con la Lega, che però ha prospettive elettorali inferiori». Manlio Di Stefano, Ministro degli Esteri in pectore del M5S, conferma che Putin è un interlocutore del Movimento 5 Stelle. Così dopo “il terrorismo islamico non esiste”, dopo le lodi ad Assad e all’Iran il nostro Manlio Di Stefano tira fuori dal cilindro anche un Putin democratico simbolo di una politica vincente e democratica.

Dicevamo che la cosa è piuttosto seria, non si sta parlando più di una semplice forza populista che usando a man bassa i principi di Goebbels cerca di condizionare la parte di popolazione più soggetta a credere a tutto. No, se quanto scritto da Mastrolilli trovasse conferme si starebbe parlando di una forza politica italiana (probabilmente la prima forza politica) che si mette a disposizione di un dittatore straniero per permettergli di portare avanti i suoi piani distruttivi nei confronti della Unione Europea e della NATO. Non so bene come siano le leggi in merito al tradimento, ma se non c’è tradimento c’è senza dubbio una azione di sostegno a un operazione di destabilizzazione del sistema democratico.

Preoccupante, decisamente preoccupante. Anche se a onor del vero i segnali c’erano tutti già da tempo, a partire dalla particolare predilezione del M5S per i peggiori dittatori del mondo fino alla campagna per convincere l’Europa e l’Italia a togliere le sanzioni alla Russia (anche se quella è una campagna molto condivisa anche a destra). Più preoccupante ancora è che nell’articolo del bravissimo Mastrolilli al M5S viene associata anche la Lega Nord come parte del piano e se guardiamo ai sondaggi in Italia, Lega Nord e M5S uniti sarebbero in grado di governare. Fatevi due conti e tirate le somme.

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