Quante cose sono state dette dal M5S e mai attuate? Quante promesse mai mantenute? In questi giorni nei quali il comico pregiudicato e i suoi adepti si sono lanciati in una missione contro Renzi che sotto alcuni aspetti ricorda certi atteggiamenti del trentennio fascista (la dichiarazione di Di Maio che da per accertate le colpe di Renzi e famiglia e chiede che il cosiddetto “Giglio Magico” stia fuori dalla politica, è semplicemente aberrante in quanto priva di qualsiasi fondamento giuridico), vale la pena ricordare chi sono coloro che sbraitano tanto e quanto sia illiberale il M5S anche con i suoi stessi iscritti.

Lo streaming delle riunioni del M5S – Descritto dal M5S come uno strumento essenziale di onestà e trasparenza, è stato be presto accantonato per far posto a riunioni segrete e omertose fatte al chiuso delle stanze segrete. Mai vista una riunione dei deputati grillini in streaming come non si è mai visto uno streaming di una qualsiasi riunione delle entità locali governate (si fa per dire) dal M5S. Mai vista una riunione di partito, una assemblea in streaming, una semplice riunione di parlamentari. Si fa tutto al chiuso di una stanza oscura.

Uno vale Uno ma Uno vale più degli altri e le votazioni online – Il concetto di Uno vale Uno era davvero bello perché prefigurava la totale mancanza di centralismo all’interno del movimento. Sul loro sito i grillini ci spiegano che «Uno vale Uno vuol dire che il tuo voto pesa come il mio e che ognuno di noi ha diritto al proprio parere senza, perciò, vincolare le decisioni prese dal gruppo. Uno vale uno significa, quindi, rispettare il parere altrui e le decisioni assunte dalla maggioranza facendole proprie». Peccato che non sia così. Il M5S è quanto di più centralista si possa immaginare. Decidono tutto Grillo e Casaleggio, nessun altro. Le votazioni online sono palesemente poco chiare, facilmente manipolabili per far passare la linea dei due padroni del M5S badando bene però a far credere che in realtà siano gli attivisti a decidere. E’ una truffa colossale, persino difficile da credere che possa accadere così facilmente in piena era digitale dove qualsiasi cosa viene verificata, controllata ed eventualmente criticata (a tal riguardo è illuminante questo articolo di Lettera 43).

Parlamentari che non prendono ordini dall’alto – Altra promessa clamorosamente mancata. Quella dei parlamentari che non prendono ordini dall’alto e che non dipendendo da un capo è stato uno dei primi mantra del M5S per distinguersi dagli altri partiti. Peccato che non è mai stato così. Il M5S è Grillo-Casaleggio dipendente. Non passa nulla senza che i due padroni abbiano approvato, non c’è nessuna indipendenza dei parlamentari dal vertice del partito. Ben inteso, la cosa capita anche negli altri partiti ma continuare a vantarsi di una cosa palesemente falsa è una presa per i fondelli bella e buona. Molto interessante a tal riguardo la spietata disanima fatta dall’ex grillino Samuele Segoni.

Onestà e trasparenza? Dove sono i bilanci del M5S? – Leggendo lo Statuto della Associazione che fa capo al Movimento 5 Stelle si evince che la scelta di creare una associazione e non un partito derivi da precise scelte che i padroni del M5S vorrebbero far credere siano relative alla decisione di rinunciare al finanziamento ai partiti, scelta obiettivamente rispettata dai grillini (ammesso che con quello statuto vi potessero realmente accedere). Ma c’è un altro punto che troppo spesso si dimentica, l’obbligo per i partiti di depositare il proprio bilancio, obbligo che il M5S non ha proprio per quella distinzione. Ora, cercando in rete non si trovano bilanci del M5S se non questo ormai datato dove si parla di onestà e trasparenza ma che riporta appena tre-quattro voci. Nei giorni scorsi i grillini hanno più volte attaccato la fondazione che fa capo a Matteo Renzi che però ha tutti i bilanci in rete. Come mai invece dei bilanci del M5S non vi è traccia o quantomeno non è facile reperirli (io non ne ho trovati ma magari sono una “utonta” e non li ho visti)?

Mi fermo qui ma potrei parlare del cambio dello statuto per fare in modo che la Raggi restasse al suo posto, della doppia morale adottata dal M5S verso i loro stessi sindaci, delle balle inventate di sana pianta da alcuni loro deputati che non dimostrano solo una certa impreparazione ma la tendenza a mentire sistematicamente. Il M5S è un movimento basato sulla menzogna che però si spaccia (o vorrebbe spacciarsi) per un partito politico trasparente e onesto, che non prende ordini dall’alto e non ha un padrone (in effetti ne ha due, quindi questo non si può contestare). Il problema adesso è farlo capire anche ai grillini.

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