Sono passati ben otto anni da quando, dopo il caso di Eluana Englaro, la politica ci promise una legge sul fine vita. Il mio personale pensiero sulla morte di Fabiano Antoniani, alias dj Fabo, l’ho espresso ieri a caldo e ribadisco anche qui che è una posizione del tutto personale che prescinde dalla necessità impellente di una legge sul fine vita.

Ho letto con sgomento le polemiche da parte dei soli ignobili personaggi clericali sulla decisione presa da dj Fabo, una scelta libera e rispettabile che ha avuto il grande “merito” di riportare all’attenzione del grande pubblico la questione della legge sul fine vita.

Ho visto giornaloni cattolici parlare di “una scelta che divide”. Divide chi? Quattro gatti estremisti cattolici fermi al Medio Evo da tutto il resto della gente? Quattro prelati porporati che non smettono di mettere becco nelle faccende laiche dello Stato Italiano e che da decenni fermano il progresso civile del Paese dal resto del mondo? Ma per favore… la stragrande maggioranza della gente vuole questa legge ed è arrivato il momento dopo otto anni di attesa di implementarla. Basta farci prendere per i fondelli e accettare che lo sviluppo civile del Paese sia tenuto in ostaggio da pochi fanatici pasdaran cattolici che non hanno nulla da invidiare ai pasdaran musulmani quanto ad arretratezza. Per una volta la politica deve mantenere le parole date, non ieri o l’altro ieri ma otto anni fa.

Su questo, sia personalmente che come associazione, siamo convintamente schierati a fianco dei Radicali italiani. E’ uno dei pochissimi punti su cui c’è piena convergenza con il Partito Radicale.

Purtroppo temo che passato il momento di “notorietà” l’argomento verrà nuovamente accantonato, una volta che la questione non sarà più di attualità la proposta di legge sul fine vita verrà nuovamente sotterrata dai veti incrociati e dai ricatti clericali. Non lo possiamo permettere, dobbiamo tenere alta l’attenzione della gente su questa fondamentale legge e, soprattutto, dobbiamo tenere alta l’attenzione della politica e non permettere che la vicenda scivoli nuovamente nell’oblio. Noi la nostra parte la faremo ma siamo troppo piccoli (ancora) per incidere. Serve l’aiuto di tutti per fare in modo che quel Diritto Costituzionale che si chiama autodeterminazione dell’individuo venga finalmente fatto rispettare. Non sarà facile, non fatevi ingannare dal fatto che adesso se ne parla tanto, tra due giorni tutto tornerà come prima e proprio non lo possiamo permettere.

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