La politica estera del M5S? La cartina di tornasole di quello che ci aspetta

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La politica estera del M5S? Semplice, appoggiare tutto quello che riguarda dittatori e affamatori di popoli. Da Putin a Maduro passando per Assad e l’Iran, al M5S non si fanno mancare nulla nella scelta dei loro «esempi da seguire».

Sarebbe troppo facile parlare di Manlio Di Stefano che proprio in questi giorni gira l’Italia per parlare di “risoluzione di conflitti”, quello stesso Manlio Di Stefano che diceva che il terrorismo islamico non esiste, che chiedeva la rimozione delle sanzioni ad Assad e di riprendere i rapporti con la Siria proprio mentre Assad massacrava decine di migliaia di persone, quello stesso Manlio Di Stefano che pochi giorni fa è andato a imparare come si governa in Venezuela, uno stato praticamente fallito che non ha nemmeno i medicinali nonostante le tantissime ricchezze, e che ancora poche ore fa chiedeva la fine delle sanzioni alla Russia proprio nel bel mezzo di una delle più grandi azioni repressive mai fatte dal regime di Putin.

No, parlare del solo Manlio Di Stefano (presunto futuro Ministro degli Esteri del regime grillino) sarebbe un po’ come sparare sulla Croce Rossa. Vogliamo invece parlare del complesso della politica estera del M5S. La diffusa tendenza di tutto il Movimento grillino ad appoggiare quei regimi che hanno una politica chiaramente regressiva (la chiamano “decrescita felice”) appare in ogni loro parola o dichiarazione, o ad appoggiare regimi chiaramente dittatoriali come quello di Putin, di Assad e quello iraniano, non lascia molto spazio all’immaginazione su cosa vorrebbero anche per l’Italia.

La politica estera del M5S è la cartina di tornasole della loro mentalità tutt’altro che democratica. A confronto i fatti di Genova (o votate il candidato che dico io oppure annullo le votazioni) sono uno scherzo se si guarda ai loro idoli, a quelli che loro portano ad esempio. Non c’è regime che non piaccia al M5S, non c’è un nemico della democrazia che non entri nelle loro simpatie. Maduro, Putin, Assad, l’Iran, Hezbollah, Hamas e chi più ne ha più ne metta.

Le idee di un partito politico, anche se in questo caso bisognerebbe parlare di partito di proprietà, si vedono anche e soprattutto dai loro idoli. E se il M5S immagina un futuro per l’Italia come il presente che a loro piace tanto in Russia, Venezuela, Siria e Iran, allora forse è il caso che gli italiani la smettano di seguire le vicende della Raggi o vicende secondarie per farsi una idea del M5S. La cartina di tornasole è la loro politica estera.