Grillo sta ottenendo quello che voleva: rovinare l’Italia per prendere il potere

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Più l’Italia va in rovina e più Grillo ci guadagna. Questa è la vera unica linea politica del M5S, lo è sempre stata e rimane ancora l’unico modo con il quale Grillo può prendere il potere. Un Paese in macerie per imporsi come salvatore della patria, esattamente com’è avvenuto a Roma, probabilmente con gli stessi risultati che abbiamo visto nella capitale.

Qualche giorno fa è arrivata la bocciatura anche dall’Agenzia Dbrs che nel giustificare la propria decisione ha messo al primo posto il fallimento delle riforme in Italia sancito dal NO al referendum costituzionale visto come «incapacità politica di proseguire il cammino delle riforme dopo la bocciatura del referendum costituzionale». Detto in parole povere, la Dbrs non ha declassato l’Italia perché le politiche di Renzi hanno fallito ma perché Renzi ha fallito nella sua opera di convincimento che quelle politiche erano indispensabili per favorire la crescita e l’uscita dal lungo tunnel della crisi. Certo, è sempre un fallimento di Renzi quello di cui si parla, ma dovuto al fatto che la maggioranza dei partiti all’opposizione e una parte del PD hanno preferito lavorare contro l’Italia pur di abbattere il suo Governo (che comunque si è preso un buon 40% da solo) per poi arrivare paradossalmente a lamentarsi che nulla cambiava. E ora che proprio quel NO pesa come un macigno nel giudizio delle agenzie di rating cercano di ribaltare la frittata e addossare la colpa a Renzi, che di colpe senza dubbio ne ha ma non quelle che Grillo & C. gli vogliono addebitare.

Paghiamo le nostre scelte non quelle di Renzi

In sostanza, l’Italia paga le scelte degli italiani non quelle di Renzi. In un post sul suo blog il buon Grillo azzanna subito la scelta dell’agenzia di rating canadese di declassare l’Italia ma si guarda bene dal spiegarne il vero motivo preferendo, come sempre, mentire e sciacallare sulle italiche disgrazie. Attacca come sempre la scelta del Governo (giustissima) di salvare le banche omettendo di dire che con quella scelta il Governo ha salvato prima di tutto decine di migliaia di correntisti normali e aziende che lavoravano con i fidi e gli scoperti di conto al prezzo di alcune migliaia di investitori che imprudentemente avevano investito su quelle banche, un fatto questo che nessuno evidenzia. Se il Governo non lo avesse fatto oggi avremmo decine di migliaia di famiglie e aziende sul lastrico invece che qualche migliaio di risparmiatori e investitori giustamente arrabbiati.

Il No al referendum è legittimo ma lo sono anche le conseguenze

Gli italiani hanno legittimamente deciso di tenersi il Paese così com’è e di rinunciare a riformarlo. Per carità, lo ripeto, è un scelta più che legittima e senza dubbio Renzi ha commesso dei gravi errori, per esempio mettendo tutto in un unico calderone invece di spacchettare le riforme in diversi quesiti referendari, ma la sostanza non cambia. Oggi non abbiamo una legge elettorale, non siamo in grado di andare a votare democraticamente mentre il Paese si contorce tra la recessione e il mancato sviluppo a causa della totale mancanza di riforme di cui nessuno sembra più parlare, tanto meno Grillo che da questa drammatica situazione trae enorme giovamento. Chi aveva previsto gravi conseguenze con un NO al referendum era stato tacciato di catastrofismo, ma con il senno di poi aveva ragioni da vendere e questo è solo l’inizio. Azzannare l’Italia non è solo lo sport preferito da Grillo, lo è anche di diversi Paesi europei, Germania in testa. E noi, sia a Grillo che ai tedeschi, gli abbiamo offerto l’opportunità su un piatto d’argento.

La politica del “tanto peggio tanto meglio”

E’ la politica del “tanto peggio tanto meglio”. Più l’Italia va in rovina più sarà facile per Grillo arrivare al potere, che non significa affatto governare come dimostra la Raggi a Roma. Governare un Paese (come una grande città) non è una cosa che si possa fare dalle pagine di un blog. E la dimostrazione che l’unica linea politica del M5S è quella del “tanto peggio tanto meglio” sta nel fatto che i grillini non amano particolarmente chi governa bene. Pizzarotti lo hanno sbattuto fuori e della Appendino che ottiene consensi senza precedenti non ne parlano o ne parlano appena quando dovrebbero riempire le bacheche di lodi. Queste persone governano le loro città e la cosa non va d’accordo con la linea del M5S che preferisce sguazzare nel torbido. Quanto tarderanno a considerare anche la Appendino una Pizzarotti? Ieri sera in una trasmissione TV su Rete 4 era ospite la Taverna e quando il conduttore le ha fatto presente il risultato della Appendino (di Pizzarrotti non ne hanno nemmeno parlato) alla senatrice grillina è sfuggita una smorfia di fastidio invece che un sorriso compiaciuto come sarebbe stato logico per un risultato così importante.

Beppe Grillo sta semplicemente ottenendo quello che voleva, un Paese ridotto a un campo di macerie, un Paese disposto a dargli il potere. Se poi tutto questo avviene sfasciando tutto al comico pregiudicato non interessa minimamente. A lui basta lodare la povertà e poi andare in vacanza in Kenya.