Grillo e la politica ad minchiam appoggiata dai giornalisti

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Oggi su Il Foglio Giuliano Ferrara definisce Beppe Grillo “un cretino politico”. Ne ha per tutti “l’elefantino”, dal rass del sacro blog al suo controllore, Casaleggio. Dai giornalisti che danno troppo risalto alle scemenze grilline ai popolo bue che gli va dietro.

Scrive Ferrara

L’Europa dice no a Grillo. Schiaffo dell’Europa a Grillo. Ecco. Corriere e Repubblica mi hanno svelato il mistero del giornalismo grillino, di cui il successo demenziale dei settari della Casaleggio e Associati è un sottoprodotto. A essere meno ingenui, a volerla dire vera e chiara, il titolo avrebbe dovuto essere: Grillo è un cretino politico, Casaleggio un avido (Casaleggio nel sommario). Poi si poteva aggiungere, nei quotes, che il cretino è anche un despota alla Alfred Jarry, un Ubu Roi senza fantasia (il Cav. lo supera di cento spanne). Fa votare liberale ed europeista all’improvviso quattro sfigati in rete che recalcitrano, e si espone alla più ridicola, grottesca delle brutte figure. Ma no. La verità fa male alle copie vendute, fa male al senso di sé della grande stampa, fa rari i contatti con il famoso “primo partito italiano”. Così lo prendono sul serio, fanno i titoli che a lui convengono, i retroscena: sembra una lotta tra l’Europa cattiva delle banche e questo scassinatore di scatole di tonno da strapaese. Un vaffanculo così non si era mai visto, ma con quei titoli passa per un duello con l’establishment, ma mi faccia il piacere, amico Fontana, ma mi faccia il piacere, Marione Calabresi.Grillo è subcultura. Subpolitica. Subspettacolo. Promuoverlo statista e leader ha del fantasioso, richiama la seriosità di un’informazione che ha perso il contatto con la realtà, preferisce intrattenersi e intrattenerci con la subrealtà.

Ha ragione da vendere “l’elefantino”, quella di Grillo è una politica ad minchiam, come l’avrebbe definita il povero Franco Scoglio, una politica basata sul nulla, su niente di concreto, una politica fatta da dilettanti e nemmeno tanto onesti (HONESTI) e i giornalisti trasformano questa massa di cretini in statisti.

E ha sempre ragione Ferrara quando dice che la colpa principale dei giornalisti, quegli stessi giornalisti che i grillini attaccano ogni giorno, è quella di fare il gioco di quella che “l’elefantino” definisce «una falsa associazione illegale, di natura eminentemente fascista e antidemocratica, che si è impadronita delle fantasie malate, morbose, ignoranti di tanti italiani e gli ha rifilato la faccia di Di Maio, il libro di Di Battista e tutto il resto». Continuare a scambiare la politica ad minchiam di Grillo con la politica vera è semplicemente da idioti. Far passare una idiozia come quella commessa in Europa dai grillini come se fosse una mossa europea (o dell’establishment come ama dire il comico pregiudicato) contro il M5S perché ne hanno paura è pura fantasilandia. Nessuno ha dato uno schiaffo al M5S, semplicemente non lo considerano e di certo non lo vogliono tra i piedi con il rischio di sputtanarsi.