Google e Wikipedia: ecco dove “imparano” gli “esperti” del M5S

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Google e Wikipedia. Gli “esperti” del M5S “imparano” e “studiano” esclusivamente su queste due fonti, e lo fanno pure male dato che a quanto pare al massimo guardano le figure o fanno interi copia-incolla per poi spacciarli per lavori propri, ma di leggere non se ne parla.

Questa mattina il giornalista de La Stampa, Jacopo Iacoboni, ha reso edotti i lettori italiani della sua “vittoria” sul M5S nella causa intentata dai grillini contro di lui di fronte al Consiglio di Disciplina dell’Ordine dei Giornalisti. Non è stato difficile, come spiega Iacopini nel suo articolo. Le accuse del M5S si basavano sul nulla. Sono i retroscena a stupire, anzi no, a far scompisciare dalle risate.

Scrive Iacopini sul suo articolo:

Lombardi mi contestava 35 articoli. Bene: in cinque di questi articoli non si parlava neanche di lei, né del M5S, ma compariva la parola «lombardi» nel senso di «cittadini lombardi»: scrivevo di Pisapia e dei «lombardi», di Lega e dei «lombardi», di Rosy Mauro e dei lombardi, eccetera. In un paio di articoli la parola «lombardi» non c’era ma compariva solo nelle didascalie a corredo del pezzo: il M5S doveva colpire me, e dunque hanno fatto una ricerca a casaccio usando la parola chiave «lombardi», associata a «iacoboni», gettando dentro tutto nel mucchio, e non controllando neanche il contenuto.

Ma questo è solo l’antipasto. Nella inchiesta dell’Unione Europea sulle frodi alla stessa UE è emerso che sotto indagine c’è una grillina la quale avrebbe percepito migliaia di euro di rimborsi per ricerche «utili a svolgere il mandato europeo». Solo che si è scoperto che la brava e studiosa grillina non faceva ricerche ma copia-incollava tutto da Wikipedia. I grillini non sono nuovi a questa pratica, già in passato la nostra organizzazione ha avuto a che fare con grillini che prendevano per oro colato quello che c’era scritto nella enciclopedia self-made online, quindi nulla di strano, solo l’ennesima dimostrazione che nel M5S studiano (si fa per dire) tutto online su Google e Wikipedia infischiandosene beatamente di studiare sui libri o sui trattati.

Ma fosse solo questo il problema. Quanto riportato da Jacopo Iacopini su La Stampa dimostra il totale disprezzo di questa gente per la stampa libera e per i giornalisti, un disprezzo rimarcato proprio dal sistema con il quale sono arrivati a fare una vera e propria lista di proscrizione volta a intimidire quei giornalisti che loro ritengono “ostili” al M5S. Almeno lo facessero su basi legali concrete, che so, citando articoli del Codice Civile, argomentando argutamente le accuse ecc. ecc. Ma evidentemente Google e Wikipedia non sono adatti a queste cose. Di figurine ne abbiamo?