Finisce finalmente l’era Obama ma i “dem populisti” non accettano Trump

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Premetto che di Donald Trump non mi fido affatto come del resto non mi fidavo di Hillary Clinton, ma tutta la diffidenza oggi passa in secondo piano di fronte alla fine dell’era Obama, un Presidente che secondo me ha fatto molto più danno di quanto abbia fatto bene.

Parlare dei disastri di Obama ormai è come sparare sulla Croce Rossa, si rischia una incriminazione per violazione del Diritto Internazionale, per questo è meglio parlare dei suoi colleghi “dem” che dopo aver attaccato Trump per non aver detto che avrebbe riconosciuto l’eventuale vittoria della Clinton (il New York Times arrivò a dire che Trump disprezzava la democrazia) oggi si ritrovano a fare esattamente quello di cui accusavano il neo Presidente USA, cioè non riconoscono la democratica vittoria di Donald Trump. Qualche “dem” più “democratico” (in molti a dire il vero) arriva a chiamarlo “dittatore”, evidentemente non consci del significato vero di quella parola.

Al di la della antipatia o dei dubbi sulla effettiva capacità di governare di Trump, il neo Presidente americano è stato eletto dal popolo sebbene con un sistema elettorale particolare, chiamarlo quindi “dittatore” è una chiara manifestazione di basso populismo, quello stesso populismo di cui viene accusato proprio Donald Trump.

Ma cos’è che spinge i “dem” americani a non accettare Trump? Lo definiscono un razzista perché ha messo in discussione la globalizzazione della immigrazione, quella immigrazione senza alcuna regola che piace tantissimo ai Democratici. Lo definiscono misogino per alcuni atteggiamenti tenuti con le donne, quelli stessi atteggiamenti che aveva un altro loro grande simbolo, Bill Clinton, con la differenza che Trump diventa Presidente solo oggi e per quanto se ne sa non si è mai fatto fare una fellatio nello studio ovale della Casa Bianca da una stagista 22enne, né ha mentito agli americani a tal riguardo. Lo accusano di essere filo-russo per una legittima differenza di visione della politica internazionale che tende a evitare uno scontro diretto con la Russia, per altro resa molto più aggressiva proprio dalle debolezze di Obama.

Come detto non mi fido affatto di Trump e tanto meno mi fido della Russia, ma è impossibile non notare quanta ipocrisia usino i “dem” per non accettare la democratica vittoria di Donald Trump. Di contro il continuo “incensamento” di Barack Obama, cioè del Peggiore presidente americano della storia (almeno per quanto riguarda la politica estera) rende il tutto davvero paradossale, quasi surreale.