Con il suo titolo sessista Libero non poteva fare favore più grande alla Raggi. L’ha trasformata da una incompetente qual’è a una martire, l’ha resa agli occhi dei grillini una donna sotto attacco invece che una politica incompetente e incapace di governare Roma.

La macchina mediatica della Calasaleggio Associati non poteva certo non sfruttare questo incredibile assist in un momento in cui la Raggi, al di la delle beghe giudiziarie, si dimostra del tutto inadeguata al ruolo che riveste. Così in men che non si dica alla Casaleggio hanno spostato l’attenzione dalle critiche alla Raggi che provengono anche dalla base del M5S all’attacco mediatico alla sindaca descrivendola come una Santa Maria Goretti sotto attacco dei media. Sono riusciti persino a far scivolare in secondo piano le decine di attacchi sessisti fatti dal blog di Grillo e dai grillini durante questi ultimi anni. Per ricordarne solo alcuni prendo in prestito un post su Facebook scritto da una donna:

Secondo Beppe Grillo, le deputate del PD lavorano solo perché sanno “fare i pompini”, Rita Levi Montalcini sarebbe stata una “vecchia puttana”, Laura Boldrini avrebbe dovuto andare “in un campo Rom” ed essere “trombata dal capo villaggio”, la giornalista dell’Unità Maria Novella Oppo ha ricevuto una mole tale di insulti che sono stati raccolti in un video lungo 47 minuti e inizia così: “Cogliona di merda, tu e tutta la tua famiglia di mignotte, non servi a nulla, fai schifo, non servi nemmeno a fare i pompini”. Dagli insulti di Beppe Grillo non si è salvato nemmeno il cane di Berlusconi: “Dudù deve essere affidato alla vivisezione“. E hanno il coraggio di indignarsi per il titolo, certo sgradevole, di Libero sulla Raggi?

Insomma, con il suo titolo sessista Libero è riuscito nell’impresa impossibile di trasformare chi ha inventato la politica dell’insulto sessita portato ai livelli più spregevoli e ne ha fatto l’unica politica, in una vittima di quel sistema che proprio loro avevano inventato.

Detto questo, Libero si è dimostrato ancora una volta per quello che è, cioè una semplice macchina del fango, la versione destrosa de Il Fatto Quotidiano, giornali (sic) che vivono di sessismo e di fango.

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