Neda Amin è una giornalista iraniana in possesso dello status di rifugiata riconosciutole dall’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR), attualmente in Turchia dove si trova dopo essere fuggita dall’Iran dove è ricercata per aver scritto diversi articoli e libri critici verso il regime degli Ayatollah, scritti che le sono costati diversi arresti e torture.

Ora Erdogan ha deciso di non rispettare il Diritto Internazionale che concerne le persone considerate rifugiate politiche e ha preso la decisione di deportare Neda Amin in Iran. La decisione è arrivata in quanto il regime turco considera la giornalista iraniana una spia di Israele a causa del fatto che Neda ha scritto un articolo per il Times of Israel dove ha uno spazio.

Quella di Erdogan è molto chiaramente una scusa per aggirare il Diritto Internazionale usando lo spauracchio della “sicurezza nazionale”. Una spia di Israele non può chiaramente stare in Turchia e non può nemmeno essere deportata verso uno Stato occidentale, ma deve essere deportata in Iran dove l’aspetta una sicura detenzione e forse addirittura peggio.

Neda Amin ha dovuto lasciare l’Iran nel 2014 dopo che a causa dei suoi articoli e libri era stata arrestata diverse volte e dopo aver subito torture di ogni tipo nelle prigioni iraniane. Nel 2015 l’Alto Commissariato per i Rifugiati dell’Onu (UNHCR) le ha quindi concesso lo status di rifugiato politico stabilendo la sua residenza in Turchia dove la giovane iraniana era “approdata”. Secondo il Diritto Internazionale, con tale riconoscimento Neda Amin non può essere in nessun caso deportata in Iran dove rischia addirittura la pena di morte, tanto più se venisse deportata con l’accusa di essere una spia israeliana.

Nonostante questo Erdogan ha però deciso che nelle prossime settimane Neda Amin verrà deportata in Iran, una decisione che ha scatenato le giuste reazione della UNHCR e dei gruppi per la difesa dei Diritti Umani. La data fissata per la sua deportazione dovrebbe essere quella del 5 agosto, a meno che non venga accolto il ricorso presentato sia dalla stessa giornalista iraniana che dal UNHCR. Ma chi segue la vicenda da vicino dubita moltissimo che ciò accada, visto che anche in Turchia la giovane giornalista iraniana ha dovuto subire le “attenzioni” della polizia segreta turca che in diverse occasioni l’ha interrogata e persino rinchiusa.

Secondo i gruppi per la difesa dei Diritti Umani che seguono la questione di Neda Amin, la vicenda sarebbe stata portata all’attenzione dell’Alto Commissario per la politica estera dell’Unione Europea, Federica Mogherini, ma onestamente non abbiamo trovato riscontro a questa affermazione, quindi ci permettiamo di segnalare la questione direttamente all’ufficio della Mogherini e al Parlamento Europeo affinché prima del 5 agosto intervenga sulla Turchia e pretenda il rispetto del Diritto Internazionale.