Vedere D’Alema che festeggia insieme a Speranza la vittoria del NO al referendum non deve essere stato piacevole per gli attivisti del Partito Democratico. Rendersi conto che lo stesso D’Alema ha orchestrato e sta tutt’ora orchestrando un attacco al PD volto a far fuori l’unico uomo a sinistra in grado di prendere da solo oltre il 40% delle preferenze degli italiani, deve essere ancora più distruttivo.

Mi ci metto nei panni dell’attivista del PD, anche di quello che viene da una storia di sinistra abituato cioè a perdere, e penso che se per un attimo egli si fermasse a riflettere sul perché quest’uomo così inviso a tutti sia riuscito per decenni a condizionare in negativo la storia della sinistra italiana, la conclusione alla quale esso arriverà sarà immancabilmente quella di un senso di nausea unito a quello di frustrazione per averlo pure votato.

Massimo D’Alema non ha nulla dell’uomo di sinistra. Anzi, per dirla tutta assomiglia molto di più a un vecchio fascista riciclato in grado di manipolare dall’esterno una parte fondamentale del Partito Democratico. Ricco, con lo yacht (ora venduto), a capo di una fondazione che strizza l’occhio al lato peggiore della Fratellanza Musulmana, non allergico ad accordi tutt’altro che liberali con la destra (vedi patto della crostata), in grado di far cadere ben due governi (tre con quello Renzi) e con una lunga lista di aspetti controversi. Eppure riesce sempre a nuocere alla sinistra democratica.

E’ furbo D’Alema. Prima aveva puntato su Fassina, poi una volta visto che con la sua fuoriuscita dal PD il figlioccio contava come il due di coppe quando comanda spade, si è gettato su Speranza. Non che il buon Speranza conti qualcosa, ma almeno è dentro al PD dove può far danni. E’ furbo D’Alema, prima di pronunciarsi per il NO ha atteso di vedere i sondaggi più avanzati e quando ha capito che il NO avrebbe probabilmente vinto ha dichiarato il suo voto così da apparire nella lunga lista di personaggi che si accreditano a vario titolo la vittoria al referendum e la contestuale caduta di Renzi. Ma intelligenza (politica n.d.r.) non significa anche onestà intellettuale. D’Alema è tutto fuorché una persona intellettualmente onesta.

E non c’è Speranza che tenga, D’Alema è questo ma nessuno riesce veramente a buttarlo fuori né dal Partito Democratico né dalla politica italiana. E’ come quelle sanguisughe che si infilano ovunque pur di riuscire a succhiare sangue e a nuocere. E’ proprio un umo senza Speranza, ma se non ci fosse più Speranza state certi che ci sarà sempre un Bersani o un Boccia pronti a fornire a D’Alema una via d’ingresso al cuore della sinistra democratica al fine di ordire le sue trame oscure e distruttive.

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