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Jenny Antoniucci

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Neda Amin è una giornalista iraniana in possesso dello status di rifugiata riconosciutole dall’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR), attualmente in Turchia dove si trova dopo essere fuggita dall’Iran dove è ricercata per aver scritto diversi articoli e libri critici verso il regime degli Ayatollah, scritti che le sono costati diversi arresti e torture.

Siamo abituati a vedere Nobel per la pace schierati con chi con la pace non ha nulla a che vedere. Siamo ormai avvezzi alle capriole di coloro che, magari meritatamente, sono stati insigniti di questo illustre premio per poi passare al “lato oscuro” del sostegno a coloro che con la pace c’entrano poco o nulla (Amensty, Obama, HRW, ecc. ecc.). Ma quanto pubblicato ieri dall’Huffington Post le passa tutte.

La strage di Manchester non è una strage come le altre. Non hanno colpito a caso, non è stato un attentato “improvvisato” con obiettivi a caso. L’obiettivo a Manchester erano i nostri figli, la bomba costruita per fare il massimo danno possibile, il luogo scelto un simbolo della città, il momento quello del divertimento, della spensieratezza che solo un adolescente può ancora avere.