Non è da tutti guadagnare soldi con un blog che però non è il tuo, non sai chi lo gestisce, non sai chi gestisce i tuoi account Facebook e Twitter e ti dichiari non responsabile di quello che viene postato su quel blog. Se poi proprio su quel blog ci hai fondato un movimento politico che ha qualche milione di iscritti, lo usi per le elezioni interne, lo usi per raccogliere donazioni ma, soprattutto, lo rendi l’unica voce ufficiale del tuo movimento, qualche domanda ce la dobbiamo fare sul fatto che tu sia un genio.

Cari signori il blog di Grillo non è di Grillo, lui non c’entra nulla con quello che vi viene pubblicato, lui non c’entra con quello che viene pubblicato sugli accout social a lui intestati (per altro con tanto di simbolino che ne certifica autenticità) e sempre Grillo non può essere quindi perseguito per le panzane che pubblica sul blog a lui dedicato e sugli accout Twitter e Facebook a lui intestati. Almeno secondo il suo avvocato che lo difende da una querela del PD che ha denunciato Beppe Grillo per le falsità pubblicate sul blog che porta il suo nome in merito alla vicenda Tempa Rossa.

Scrive l’avvocato di Grillo nella memoria difensiva portata a contrasto della denuncia del PD:

«Beppe Grillo non è responsabile, quindi non è autore, né gestore, né moderatore, né direttore, né provider, né titolare del dominio, del blog né degli account Twitter e Facebook, non ha alcun potere di direzione né di controllo su tutto ciò che viene postato»

In effetti a quanto pare, secondo quanto rivela la ricostruzione di Next quotidiano, il blog di Grillo sarebbe intestato a tale Emanuele Bottaro e quindi il tutto avverrebbe a sua insaputa.

Ora la domanda da porsi è: chi è che scrive sul blog di Grillo? Chi beneficia delle entrate provenienti dalla pubblicità? A chi vanno le donazioni raccolte su quel blog? Ma soprattutto, come giustamente fa notare il bravo Alessandro D’Amato, come mai nell’atto costitutivo della Associazione Movimento 5 Stelle, Beppe Grillo viene indicato come proprietario del blog? Alla faccia dell’onestà e della trasparenza.

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